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  • Le cose imperfette

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    Dove ho imparato quasi tutto
    quasi niente – dove, che è
    da nessuna parte – dove
    andiamo noi, la fine dell’Asse
    Mediano, là dove finisce.

     

     

    Le cose imperfette è un libro sulle persone e sulle loro storie: note o sconosciute, amici o donne e uomini mai incontrati, vivi o morti che siano. Alcuni hanno un nome, altri non ce l’hanno, tutti hanno un volto, tutti quanti fanno memoria.

    I migranti, la donna amata, gli affetti familiari, Roberto Bolaño, David Bowie, Stefano Cucchi, David Foster Wallace, Silvina Ocampo, Milo De Angelis, Michele Mari, gli altri sono le cose imperfette e ognuno di loro è un pezzo del tempo che ci rimane. È un libro fatto di asfalto e mare, di divani e sedili di treni e di molte cose sconosciute.

    Tre capitoli che si portano addosso una domanda sul futuro, un’altra sulla fortuna che abbiamo e nessuna risposta, come se la marea, nel suo ritrarsi, avesse lasciato una scia di occhi, volti, mani e parole che le poesie hanno raccolto.

     

    10,00
  • La lavoratrice

    0 di 5

    “Il talento letterario di questa autrice è un dono naturale… la vera avanguardista della sua generazione.”  Enrique Vila-Matas

                                                                                  

     

     

    “Credo che la follia si nascondesse proprio lì, in quella pretesa al limite e allo stesso tempo minima, come inghiottire un centopiedi con l’insala­ta.”

     

    Elisa lavora come redattrice per un grosso gruppo editoriale che la paga poco e con enormi ritardi, costringendola a mettere in affitto una delle stanze del suo appartamento nella periferia madrileña. A rispondere all’annuncio è Susana, teutonica figura dal misterioso passato. Ben presto il desiderio di saperne di più su Susana spinge Elisa a indagare sulla vita privata e lavorativa della sua coinquilina, che tuttavia le risponde laconica, raccontando storie fantastiche e incomplete, elementi di un puzzle verosimile, ma insoddisfacente. Le due donne, in una Madrid desolata e precaria che si fa terza protagonista del libro, si rivelano così l’una all’altra nella loro alienazione privata, avvinte dal potere delle loro stesse narrazioni. Ma ciò che si raccontano è davvero la loro vita, oppure solo un mosaico incompleto frutto di una latente pazzia?

    Elvira Navarro – considerata una delle più importanti nuove voci della letteratura in lingua spagnola – con questo romanzo potente e intimo getta uno sguardo inedito sulla problematica più radicale dell’ultimo decennio, ovvero la precarietà lavorativa ed esistenziale e le sue conseguenze sulla stabilità mentale, indagata fino a lasciare in sospeso un’ultima, cruciale, domanda: la letteratura è un tipo di terapia, o la terapia una forma di letteratura?

    18,00
  • Nero, il gatto di Parigi

    0 di 5

    “Potevo farcela. Potevo salire sulle nuvole e vedere l’Argentina di là dal mare.”

     

    Quella che racconta Nero, il gatto di Parigi è la storia di un’amicizia speciale, capace di creare un ponte fra due solitudini: quella di un gatto randagio e scostante e quella di un bambino sradicato dalla propria terra a causa di una feroce dittatura.

    Insieme vivranno una strepitosa avventura, grazie a un legame che valica i confini attraverso l’immaginazione e trasporta i suoi protagonisti al di là dal mare.

    Nero, il gatto di Parigi è una favola senza tempo, fatta di amore per la libertà e per la propria terra, una storia velata di nostalgia ma ricca di poesia e di speranza, in grado di incantare i lettori di ogni età.

     

    15,00
  • La Rampicante

    0 di 5

    “La donazione degli organi resta il più misterioso e affascinante metodo per tornare a nascere. Sono davvero pochi i romanzi che se ne sono occupati senza scadere nella banalità, quello di Davide Grittani lo fa addirittura con una discreta dose di cinismo. Nelle mani del lettore, alla fine del libro, resta l’interrogativo che forse sta alla base di tutte le coscienze: ci siamo meritati tutto ciò che abbiamo avuto?” Dacia Maraini

    Nelle Marche, sospese tra Medioevo e terzo Millennio, la storia di una famiglia apparentemente come tante. Riccardo è un figlio che si ribella alle logiche del branco; Edera è una “bambina rampicante” che sente delle voci (nella testa) e inconsapevolmente dispensa saggezza; Sor Cesare è un padre che esercita la propria egemonia comprando l’affetto di chi lo circonda.

    La rampicante” è un viaggio dentro sé stessi che sovrappone tutti gli strati della tragedia shakespeariana: la verità, l’amore, l’inganno, l’avidità, la paura, la vendetta. Un crescendo di emozioni che, spiando dentro la scatola nera di una famiglia qualsiasi, scortica le deformazioni di una società, fatta di ipocrisia, che ignora il proprio destino. Fino a quando “la rampicante” riporta le cose al loro posto.

    Davide Grittani ha scritto un romanzo sull’importanza del dono, su com’è difficile riconoscerlo, su com’è arduo meritarlo e infine su com’è categorico dimenticarlo. Una trama fitta e avvincente sull’incapacità, degli uomini, di rendersi conto del privilegio che gli è stato concesso attraverso la vita: un argomento prezioso, espresso attraverso una scrittura autentica.

     

    16,50
  • Comportati da uomo

    0 di 5

    Nel mondo grottesco e distopico di “Comportati da uomo”, tra outlet e svincoli autostradali, popolato da vanità e individualismo, sembrerebbe non esserci spazio per gli eroi. Invece ecco che possiamo riporre le speranze in quelli che non hanno dimenticato cosa vuol dire essere umani, uomini e donne che non hanno perso l’umanità, ancora capaci di piccoli gesti rivoluzionari.

     

    Nel racconto che dà il titolo alla raccolta, un autista un po’ rozzo urla al barbiere che ruba i soldi ai suoi clienti: “comportati da uomo”, sfidandolo a duello. Per il protagonista, invece, vorrà dire aiutarlo. E così anche per un figlio che si commuove alla vista di un padre ridotto a marionetta in una fabbrica ormai in disuso, per un bancario che ha i sensi di colpa per le sofferenze degli altri, per una volontaria della mensa che si appassiona alle sorti di un uomo sconosciuto in difficoltà, per un professionista stimato che piange per la malattia del figlio, per un pendolare che compra centinaia di tartarughe di ceramica da un sordomuto sul treno, per un barista che cerca di redimere un drogato di slot, per un postino di paese che aiuta lo zio matto a costruirsi un’improbabile astronave con la quale raggiungere Marte.

    Con il suo buon esordio, L’odore della plastica bruciata (Liberaria), Giovanni Battista Menzani si è aggiudicato il titolo di “George Saunders nostrano”. In questa seconda raccolta, di tredici racconti, l’autore esplora la solidarietà e la pietà umana, la speranza di prendersi ancora cura degli altri.

    Senza voler giudicare nessuno, Menzani rilegge il nostro tempo con la grazia di una scrittura che addolora senza mai offendere.

     

    12,00
  • Vaccini: un vademecum contro la disinformazione

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    L’argomento più utilizzato per sostenere l’inutilità dei vaccini è la presunta reticenza, da parte dei centri vaccinali, a rispondere alle 58 domande che gli antivaccinisti pongono loro. Professori universitari, medici e ricercatori si sono riuniti per fornire una risposta. Questo vademecum.

    0,99
  • L’esemplare vicenda di Augusto Germano Poncarè

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    Niente funziona: non la bontà e neanche la cattiveria. Non la pervicacia e nemmeno la più convinta accidia. Quello che vi posso dire è che conviene sempre arrendersi alle proprie predisposizioni, fregandosene delle conseguenze

     

    Augusto Germano Poncarè sta morendo, sul pavimento della redazione del quotidiano salernitano “Il Cittadino” di cui è stato il direttore.

    La sua agonia è il pretesto con cui una misteriosa voce narrante ripercorre la storia della sua vita mentre lo osserva, compiaciuto, morire.

    Così si snoda, attraverso il Secolo Breve, L’esemplare vicenda di Augusto Germano Poncarè, stimato intellettuale senza esserlo davvero, individuo capace di passare indenne attraverso il Fascismo e il ’68, frequentando Croce, Moravia, Flaiano e Pasolini, in un mondo delle lettere che sembra non avvedersi dell’equivoco e sullo sfondo di una Salerno corrotta, animata da personaggi mediocri e arrivisti.

    Amleto De Silva scrive un romanzo lucido e disincantato, che con il ritratto avvincente di Poncarè ci restituisce il racconto di un’impostura come tante, tra le storture e le aberrazioni della società e l’amara sconfitta degli ideali.

    13,50
  • Farabeuf o la cronaca di un istante

    0 di 5

    “Le sue opere sono il racconto di un’incursione (una penetrazione) in quella regione che è, per definizione, il dominio dell’inintelligibile: la notte oscura dell’anima e la notte, non meno oscura, del corpo”.

     

    Il Premio Nobel Octavio Paz descriveva così le opere di Salvador Elizondo, raffinato autore messicano, di culto in America Latina, che ritorna in Italia con Farabeuf o la cronaca di un istante, il suo capolavoro, nella nuova traduzione di Giulia Zavagna e con un’introduzione di Alessandro Raveggi.

     

    Farabeuf è un congegno narrativo spietato ed erotico, il tentativo estremo di raccontare un fermo immagine nel tempo di un racconto: l’istante di supplizio e piacere tra una coppia di amanti che giocano e si trasfigurano nel Dottor Farabeuf e la sua assistente, si travestono, cambiano maschere, viaggiano verso Oriente. Un libro sorprendente, un amalgama di amore, sesso e morte che attraverso una scrittura incisiva, corporea e avanguardista assieme, ritorna sui suoi passi e rilancia in modo magico, come un’arte combinatoria antica, l’esperienza del lettore contemporaneo.

    16,00
  • La vita lontana

    0 di 5

    La vita lontana” ripercorre gli anni della crescita dei

    gemelli Marzio e Livio, dopo la nascita dei quali il

    padre, Elio, marito di Dora (la voce narrante) abbandona

    la famiglia per trasferirsi in India in un monastero

    jainista dove diventa figura autorevole per la comunità

    religiosa. Dora, giovane insegnante precaria, cresce

    i gemelli completamente da sola. Pur ispirata da

    ideali umanistici, la crescita dei figli si accompagna a

    una violenta conflittualità. Livio è vittima di vessazioni

    da parte dei coetanei e crescendo, interrompe gli

    studi, perseguendo una passione per il teatro e dando

    segni sempre più netti di malessere; Marzio accetta

    un lavoro all’estero, allontanandosi definitivamente.

    In Dora emerge la consapevolezza della miopia borghese

    che ha inquinato la sua vita. Quando viene informata

    da Rajesh della presenza di Livio vola in India

    per cercare di accudirlo. Dopo poco tempo chiama

    Marzio per chiedere il suo aiuto e questi la raggiunge.

    Ma le tensioni riemergono e la famiglia presto si disperde

    di nuovo.

    Il romanzo di Paolo Pecere è articolato in un breve

    prologo e quattro sezioni. La narrazione procede

    come una sinfonia, in cui diversi stili corrispondono a

    diversi movimenti narrativi.

    La progressiva dislocazione geografica degli eventi

    traccia un percorso di emigrazione inversa, di fuga

    dall’Italia in crisi e di ritorno a una società simile a quella

    delle origini, regolata da un altro tempo.

    La voce con cui Pecere racconta ha una grande padronanza

    linguistica, è ironica e immerge i lettori in

    un rifugio dell’anima. Come una ginnastica danzata,

    “La vita lontana” procede per spezzoni che restituiscono

    la disintegrazione della famiglia occidentale:

    senza mai giudicare ma stando dalla parte della speranza

    che, sul finale, si affaccia attraverso la rinascita

    di Dora.

    16,00
  • Addicted
    Serie tv e dipendenze

    0 di 5

     

    Le serie TV spesso rappresentano personaggi in preda alle dipendenze, ma sono a loro volta dipendenti: dal cinema, dalla musica, dal budget. Allo stesso tempo, costringono lo spettatore a una visione compulsiva grazie alla forza delle loro trame e dei protagonisti a cui danno vita, e l’addiction del pubblico si manifesta anche sui social media e sui forum online.

    Addicted esplora varie forme di dipendenza nelle serie TV; i saggi di questo volume spaziano da Twin Peaks a The Big Bang Theory, da Gomorra a Stranger Things, passando per Fargo, Love, How I Met Your Mother, The Knick, Better Call Saul e numerose altre, per analizzare diversi livelli e tipologie di addiction seriale.

    Una generazione cresciuta con la TV e le narrazioni audiovisive le utilizza per rintracciare dei percorsi di senso e farne storie da raccontare.

    10,00
  • Il narratore di verità

    0 di 5

    “Cos’è la verità? La verità ha molte facce. È tutto e il contrario di tutto. E a volte può persino coincidere con un bugia.”

    Lucio Blumenthal svolge un lavoro inusuale: gira il mondo come narratore di verità, aiuta le persone a confessare ciò che non riescono a dire agli altri.
    Sarà il suo bizzarro mestiere a richiamarlo in Val di Brodima, dopo aver ricevuto una strana lettera nella quale suo padre Gildo, che non vede da vent’anni, gli chiede aiuto per riprendere i contatti con una donna misteriosa, Sara.
    Lucio si ritroverà coinvolto in un mondo fitto di intrighi e menzogne, che lo costringeranno ad affrontare la sua verità, celata da falsi indizi e apparenze, e a svelare segreti molto più grandi e pericolosi, che finiranno per sconvolgere l’intera valle.
    Tiziana D’Oppido esordisce con un romanzo avvincente, dotato di uno stile originale che coinvolge il lettore pagina dopo pagina, in un susseguirsi di colpi di scena, sino al pirotecnico finale.

     

    6,9913,50
  • Afterour

    0 di 5

    Tra strade e autostrade, giochi perversi e scelte feroci, differenze di statura e di vedute, nove racconti, nove storie, nove nuove voci che interpretano il fuori-tempo e il fuori-posto della nostra realtà. Con i racconti di Ezio Azzollini, Angelo Calvisi, Claudia Lamma, Chiara Lombardini, Filippo Santaniello, Mariacarla Marini Misterioso, Lucia Perrucci, Francesca Rapa.

    3,99