Metronomi

Metronomi_anteprima1Saggistica contemporanea. I METRONOMI raccontano la società, la politica, la moda, la scienza, la famiglia, l’economia, la cultura, le relazioni. I METRONOMI misurano il ritmo della vita quotidiana, attraverso un’unità di misura molto particolare e molto contemporanea: il fattore D, ovvero l’istinto di dipendenza. Una dipendenza è il sintomo esteriore di un meccanismo molto più complesso che si instaura nella mente. Manifesta qualcosa e rivela qualcos’altro. L’idea alla base di questa collana è esattamente questa: un percorso nelle dipendenze quotidiane, nella routine dei pensieri e dei comportamenti da cui mai avremmo immaginato poter/voler e, in certi casi, dover dipendere. E invece, accade proprio così. La caratteristica di queste storie di dipendenza è la fusione di una materia nota con qualcosa che appare informe e personalissimo: il capovolgimento del punto di vista. Non raccontiamo disturbi o condizioni patologiche. Gli autori di questa collana raccontano una loro dipendenza, a volte è una deformazione professionale, altre volte è una ossessione pentecostale, per intercettare un immaginario comune. Una quotidiana possibilità di sguardo.

  • Letteratitudine 3

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    Un manuale sulla lettura, uno scrigno zeppo di consigli di scrittura, l’ingresso nel laboratorio creativo di tante scrittrici e tanti scrittori di fama nazionale e internazionale, un insieme di percorsi che, tra autoracconti d’autore, interviste e saggi, conducono nel dietro le quinte di libri, scrittori e personaggi letterari che conosciamo e amiamo.
    In questi e in tanti altri modi può essere definito Letteratitudine 3 – letture, scritture e metanarrazioni, il nuovo libro curato da Massimo Maugeri, che celebra le attività culturali e letterarie del noto blog Letteratitudine, a dieci anni dalla sua nascita.

    Un manuale che si legge come un romanzo, e che costituisce una vera e propria miniera di consigli e ispirazioni per chiunque, addetto ai lavori o semplice appassionato di letteratura, desideri conoscere da vicino i meccanismi che regolano l’universo che ruota intorno alla scrittura e ai suoi protagonisti, siano essi reali o immaginari.

     

    7,0013,50
  • L’era nuova

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    Ben altro che autore da antologie scolastiche o per bambini, Pascoli è una galassia che comprende tutti i tempi e tutte le scienze, non è solo poesia. Egli è l’umanista moderno, colui che riconcilia natura e uomo, antico e nuovo. È adesso che abbiamo non gli strumenti ma la mente per capirlo. In questo libro quarantasei autori contemporanei (poeti, critici o poeti-critici) molto semplicemente ci raccontano il “loro” Pascoli, in cosa e perché l’opera di questo autore sia ancora attuale e ricca di semi e spunti per il nostro presente. Ne viene fuori un libro che si legge molto bene, che ci parla di Pascoli ma anche del nostro tempo e della nostra letteratura, quella che si sta facendo in questi anni, che non è poi così visibile e conosciuta, specie negli aspetti teorici e intenzionali (con le riviste morte, la saggistica in crisi e il web ancora in gran confusione), e stupisce per le questioni che l’attraversano, e per la quantità di cibi antichi e nuovi che stanno bollendo in pentola.

     

     

    • dimensione 13X21
    • 300 pagine
    • 15 €
    • ISBN: 978-88-97089-88-9

    15,00
  • Degenerati

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    Questo libro è un’attenta lettura della commedia di Rostand, un saggio appassionato e passionale, ma è anche tutt’altro: è un pamphlet fulmineo e viscerale, un’invettiva satirica contro la degenerazione dei giorni nostri

    Nino Fricano Satisfiction

    “Una specie che si depila le sopracciglia può discendere, in linea diretta o indiretta, al massimo da un pompelmo” Charles Darwin ci ha abituati a pensare che la specie umana debba necessariamente evolversi. Invece. Ogni giorno aprite un social network e vi ritrovate a pensare che gli esseri umani stiano involvendo, che siamo sempre più circondati da scimmie: scimmie mainstream, scimmie slow food o scimmie epistolari anzi, da “neoscimmie, uomini degenerati, con i difetti dell’una e dell’altra specie”. Dopo Stronzology, Amleto De Silva torna in libreria con Degenerati, ironico e utilissimo pamphlet in cui, con acuta leggerezza, ci regala il suo antidoto alla degenerazione: leggere il Cyrano de Bergerac e applicare il suo metodo. Essere guasconi, alzare la testa, ritornare alla guapparia, all’aretè greca, è pratica antica ma ancora possibile, perché “la guasconeria non è preclusa a nessuno: basta soltanto volerlo”, altri uomini l’hanno fatto. Da Cyrano ­no a Mario Giobbe, Roberto Bracco e Ferdinando Russo passando per Bianciardi e Kurt Vonnegut, ci viene presentata una carrellata di guappi eccellenti, uomini e intellettuali dalla scrittura forte, modelli di resistenza etica alla mediocrità, rivoluzionari. “D’altra parte, era stato proprio Bianciardi a dire che per portare la rivoluzione a Milano gli sarebbero bastati mille uomini che parlavano a voce alta, che arrivavano in ritardo agli appuntamenti: mille uomini soli, ma con la testa alta e nessuna voglia di obbedire a un mucchio di cretinaggini degenerate. Un manipolo di guasconi chiassosi, insomma”.

     

    • dimensione 11,5X19,5
    • 150 pagine
    • 10 €
    • isbn 978-88-97089-85-8

    10,00
  • Stronzology. Gnoseologia della dipendenza dagli stronzi

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    Amleto de Silva conferma la sua qualità di artista del moderno

    Davide Morganti, Il Mattino
    Quel grande osservatore dei (mal) costumi umani che fu Giacomo Leopardi pensava: “Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo”. Chi è d’accordo con questo pensiero, deve leggere Stronzology. Dove si ride, si stringono i denti, si arriccia il naso ma di certo si impara qualcosa. Una sorta di guida autostoppistica (italiana) per riconoscere i tuoi s… (non santi).
    Leggendo Stronzology. Gnoseologia della dipendenza dagli stronzi di Amleto de Silva, capirete
    che lo stronzo non è un alieno che arriva e usa violenza all’improvviso. Non è una persona intraprendente: lo stronzo è per sua natura pavido. Per riuscire a fottervi, ha bisogno di entrare in confidenza. Ma, e qui viene il bello, anche in questo caso, l’infame non vi affronterà a viso aperto. In questo geniale pamphlet, de Silva sostiene un argomento che interessa tutti noi: perché nel lavoro,
    nella vita, in amore, perfino dal salumiere ci fidiamo degli stronzi? Perché non li (ri)conosciamo.
    Probabilmente. E anche perché sono ovunque. Stronzology vi farà ridere, certo. Ma solo per non farvi ammettere (almeno fino a quando non lo avrete smesso di leggere) che: stronzo è chi lo stronzo fa. Il fatto che l’autore non riduca il suo pensiero a un mero sfogo “contro il sistema”, ma che al contrario motivi in modo oggettivo, da entomologo dello stronzo, dove come e perché siamo circondati da questa categoria di persone, oggi più che mai, rende la lettura un’esperienza personale. Della serie: è facile smettere di dipendere dallo stronzo se sai come farlo.
    Un ultimo chiarimento. Resta beninteso che ogni volta che leggete “stronzo”, tenete presente che è declinato al maschile solo per conformità stilistica. In Stronzology sono comprese anche le donne. E sono tante.
    • dimensione 11,5X19,5
    • 150 pagine
    • 10 €
    • isbn 978-88-97089-80-3
    10,00
  • Mia figlia spiegata a mia figlia. La mia dipendenza da… mia figlia!

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    Il “coming out” di Dario De Marco diventa così un mini saggio antropologico o di costume, sotto cui si celano alcuni suggerimenti educativi che lungi dal diventare teorie, contrastano tuttavia con comportamenti dati per scontati

    Giovanna Pezzuoli, Corriere della Sera.it, “La 27ora”

    Cosa vuol dire essere dipendenti dalla propria figlia? Vuol dire essere contenti se nel cuore della notte la bambina chiama e per una volta non chiama la mamma ma il papà; vuol dire concentrare tutta la vita di “prima” – lavoro, hobby, relazioni sociali – nelle poche ore di asilo, e trovarsi inaspettatamente senza sapere cosa fare se, ad esempio, una sera lei è andata a dormire dalla nonna. Vuol dire credere che non ci siano distanze, differenze e ruoli e che, se ogni scarrafone è bello a mamma sua, lo stesso vale per il papà. Ma attenzione: questo non è il diario di un papà precario, o di un casalingo disperato, o di un mammo. Mia figlia spiegata a mia figlia di Dario De Marco è il racconto di una dipendenza fortuita – la fine del lavoro proprio in contemporanea con la nascita della sua bambina – che si basa su profonde convinzioni etiche: la parità dei diritti e doveri uomo-donna, e quindi papà-mamma; la considerazione dei bambini piccoli come esseri viventi e soggetti in tutto e per tutto, non come degli uomini con qualcosa in meno, degli adulti potenziali. Un libretto ironico che mette indirettamente alla berlina le pretese dei genitori, e in generale degli adulti, di imporre un sapere dall’alto.

     

    • dimensione 11,5X19,5
    • 195 pagine
    • 10 €
    • isbn 978-88-97089-79-7

    3,9910,00
  • Non fate troppi pettegolezzi. La mia dipendenza dalla scrittura

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    Un viaggio nelle officine della parola

    Bruno Quaranta, la Stampa

    “Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi”. È l’ultima storia scritta da Cesare Pavese su un pezzo di carta, prima di lasciare i suoi lettori, la sua vita, i suoi libri. Il saggio di Paolin parte da questo finale per raccontare un inizio. Anzi, quattro inizi. Seguendo l’auspicio di Pavese l’autore mette in cortocircuito le storie di quattro scrittori torinesi: Emilio Salgari, Franco Lucentini, Primo Levi e lo stesso Pavese che per ragioni simili ma anche differenti hanno vissuto al servizio della scrittura. Demetrio Paolin nel suo libro, come prima era accaduto nella propria esistenza, incrocia le loro opere e i luoghi dove hanno vissuto, meditato, amato le parole fino al punto di doversene liberare per regalarle agli altri, a noi. Non fate troppi pettegolezzi è una passeggiata narrativa che riflette sull’arte, sulla ricerca della propria voce e sullo scrivere senza mettere mai nessuno in cattedra ma mescolando gli sguardi agli squarci biografici, dove il racconto dell’Io si amalgama con quello di tutti noi che amiamo leggere (e scrivere). Il libro si compone di quattro saggi che si rifanno a un modo di raccontare la letteratura alternativo rispetto alla saggistica contemporanea che mette insieme appunto memorie personali, immaginazioni narrative e critica letteraria. L’ordine delle storie narrate è temporale ovvero legato all’anno in cui gli autori sono morti. Del resto come diceva un altro grande scrittore americano: scrivere significa essere pronti a morire, in un certo senso, pur di riuscire a toccare il cuore del lettore.

     

    • dimensione 11,5X19,5
    • 120 pagine
    • 10 €
    • isbn 978-88-97089-78-0

    3,9910,00
  • Tutto è monnezza. La mia dipendenza dai rifiuti

    0 di 5

    Tra citazioni di Jared Diamond e l’idea che l’uomo rappresenti una sorta di «lombrico esagerato» e tuttavia pensante, l’autore ci conduce lungo la filiera dell’acqua, racconta i 22 modi esistenti per riciclare i rifiuti e gli 839 nomi in circolazione per classificarli, si interroga sulla modalità migliore di costruire i regimi di ecotassazione e constata la quasi incommensurabilità dei sistemi di raccolta differenziata (con o senza inclusione di compostaggio) da regione a regione

    Massimiliano Panarari Tuttogreen, la Stampa

    Sapete che esistono 839 nomi per catalogare i rifiuti? Siete convinti di conoscere tutti i possibili accorgimenti per una vita realmente ecosostenibile? A queste e ad altre domande risponde il brillante saggio di Antonio Castagna, che per i rifiuti nutre una vera e propria dipendenza. Tutto è monnezza ci conduce, sorridendo, in giro per l’Italia alla scoperta dei ventidue modi di intendere il riciclo nel nostro Paese. Una guida, alternativa e divertente, ma soprattutto utile a chi voglia ri-costruire il proprio catalogo affettivo di azioni ecocompatibili con la ricerca del vero sé.

     

    • dimensione 11,5X19,5
    • 146 pagine
    • 10 €
    • isbn 978-88-97089-74-2

    3,9910,00
  • Cosa intendi per domenica? La mia (in)dipendenza dal lavoro

    0 di 5

    In un libro agile, ficcante e provocatorio, Bencivelli porta il lettore a riflettere su una questione attualissima e intessuta di pregiudizi e luoghi comuni, tramite l’utilizzo di una prosa tagliente e un’ironia sarcasticat

    Cosa intendi per domenica? racconta il mondo del lavoro dal punto di vista di una precaria “orgogliosa”: free lance, indipendente e a partita Iva. Laureata in Medicina all’Università di Pisa, Silvia Bencivelli decide di intraprendere un percorso diverso da quello prefissato diventando giornalista scientifica, occupandosi di progetti che paiono arrivare con il contagocce, alle prese con contratti sempre a termine. Nonostante ciò il suo atteggiamento nei confronti di una scelta rivelatasi tanto complicata si discosta dalla solita rassegnazione, proponendo uno sguardo insolito: quello di chi è felice perché esercita il mestiere cercato e voluto. Le ingiustizie, gli squilibri e le difficoltà quotidiane vengono così affrontate grazie ad uno spirito del tutto nuovo: rimane il dubbio, quindi, che il nostro problema sia quello di una narrazione del lavoro che non ci appartiene, e che sia dunque necessario un cambiamento per capire come vivere serenamente queste nuove modalità contrattuali. In un libro agile, ficcante e provocatorio, Silvia Bencivelli porta il lettore a riflettere su una questione attualissima e intessuta di pregiudizi e luoghi comuni, tramite l’utilizzo di una prosa tagliente e un senso dell’umorismo secco e sarcastico. Per invitarci a riflettere sul fatto che, in fondo, potrebbe essere persino bello non avere un posto fisso.

     

    • dimensione 11,5X19,5
    • 126 pagine
    • 10 €
    • isbn 978-88-97089-39-1

    3,9910,00