Penne

Meduse_anteprima1PENNE |Penne è un omaggio al verso del pavone, a quella “ovazione rivolta a una parata invisibile”, come lo descriveva Flannery O’Connor, a quell’indefinibile e letteralmente irriproducibile mayawe che disturba e destabilizza e diventa centro narrativo nel racconto che apre Cattedrale di Carver.
Il nostro centro narrativo, la nostra ovazione, sono le storie presenti in questa collana: sperimentatrici, creatici di microcosmi narrativi, linguaggi e voci che destrutturano regole, colpiscono e a volte turbano il nostro immaginario.
Penne è una collana di ricerca, rivolta a chi desidera scoprire e riscoprire, a chi cerca il senso di alcune cose, ma non di tutte, a chi ama chiudere un libro e continuare a pensarci.

  • Una storia sbagliata

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    Giancarlo Visitilli semina in questa storia gli alberi della compassione e
    dell’empatia. Non fanno frutti immediati, ma col tempo crescono e sotto le
    loro fronde ci si ripara dal male. Fanno frutto nel futuro lontano, dove agli
    uomini conviene davvero guardare.

     

    Mario Desiati

     

    Saverio ha sedici anni, una vita familiare difficile e una rapina finita male
    alle spalle. Anche Anna ha sedici anni, frequenta il liceo classico e
    proviene da una famiglia benestante di Bari. Il destino che li unisce sarà lo
    stesso che li dividerà, uno in carcere, l’altra fuori ad aspettarlo e a cercare
    notizie sul suo conto. Fra loro la scuola, gli assistenti sociali e i familiari ma
    anche il teatro, la
    letteratura, il cinema e la musica come ancora di salvezza, tentativi di
    sfuggire a un destino.
    Giancarlo Visitilli nel suo romanzo d’esordio ci accompagna in una Bari
    dicotomica, fatta di case borghesi e periferie degradate che fanno da
    sfondo a Una storia sbagliata come tante, in cui si fronteggiano amore e
    violenza e che si muove in una geografia fatta di spazi umani, rette
    parallele senza punti fissi, dove l’unica speranza che resta è nello sguardo
    degli adolescenti.
    Una storia senza redenzione, in cui lo spazio e il tempo rimangono
    categorie adatte solo per il volo, per andare via senza previsione di ritorno.

    16,00
  • La variabile umana

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    Non ci abitiamo mai completamente
    spesso siamo un sottano
    a volte una villa con giardino
    raramente siamo casa e bottega
    arredata con gusto.

     

    In un mondo alla deriva, in cui le azioni umane ci hanno posto fuori dal cerchio della
    vita stabilendo gerarchie e ruoli, originando ogni forma di potere, disuguaglianze,
    discriminazioni, nuove schiavitù, guerre, catastrofi ambientali, esiste ancora un futuro
    per l’essere umano?
    La variabile umana indaga il concetto di umanità e le sue forme. Prendendo in
    prestito il gioco infantile Nomi, cose, città, riporta in vita il bambino perduto in
    ognuno di noi, quello che inventava mondi e che invece da adulto costruisce e
    distrugge, comanda e soccombe, crea e fossilizza, parte libero e arriva alla meta
    dentro gabbie invisibili.
    Le poesie di Elisabetta Stragapede tengono in mano un filo perduto, quello della
    parola che ci accomuna tutti e ci proietta oltre il nostro tempo di vita, generando un
    canto liberatorio capace di riconnetterci con l’armonia dell’universo e, soprattutto,
    con la speranza.

    12,00
  • La forma della farfalla

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    Oggi, ore 10:25

     

    Un asteroide colpisce la Terra senza alcun preavviso.

    Nel punto d’impatto sorge un piccolo centro commerciale.

    All’interno c’erano almeno cinquantadue persone.

    La forma della farfalla è la configurazione che prendono i detriti, le cose e il cielo dopo che un asteroide ha impattato su un piccolo centro commerciale, disintegrandolo. All’interno, cinquantadue persone raccontano la loro storia, i pensieri che attraversano la loro mente al momento dello schianto, in una Spoon River contemporanea dove non resta più nulla, tranne le voci. L’astronauta, l’astrologo, la commessa, il contadino, ma anche il mare, il blu, il giallo, il verde, Dio, l’apostata, il sole, sono i personaggi di questa narrazione, archetipi senza tempo raccontati per frammenti e tenuti insieme da una solida coerenza testuale, dalla scia di un asteroide che cambia tutto in un istante. Romanini racconta con padronanza di stile, che sfiora la prosa poetica, un mondo che sta per essere sommerso e che invece si perpetua nell’esistenza mitica dell’umanità.

     

     

     

     

    13,50
  • Ampi Margini

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    C’erano ampi margini, confini,

    scatti da fare sul fondo, e l’erba

    tagliata male. Crossare al centro.

    Uno a saltare di testa, potevamo

    crescere, raddoppiare in difesa.

    Poi cosa è successo? Uno ha preso

    un treno, uno è saltato di testa

    o per aria.

     

    I versi di Ampi margini raccontano di Sud, di adolescenza, di affetti, di cose che non si dimenticano, di morte, di infanzia, di posti in cui era vietato sognare. Sono testi che hanno a che fare con i ritorni: come si ritorna, come si riconosce il luogo, come si fa pace con i nostri passati. Poesie che tentano qualche domanda senza trovare risposta.

    Gianni Montieri porta a termine un lavoro e un viaggio, dalla periferia di Napoli a quella di San Paolo, passando da Milano, attraversando il muro di Berlino fino all’acqua di Venezia, e nel vagone prende posto il perdono e si conversa dell’aver cura di tutto, di ciò che è stato, di ciò che abbiamo imparato, di ciò che abbiamo perduto, di chi si ama, dei giorni a venire. C’erano ampi margini, confini apre un verso e indica la strada, il confine tra dolore e felicità è sottile, come la linea di candele accese / rosario che divide la vita dalla morte.

     

    • dimensione 15×20
    • 182 pagine
    • 15 euro
    • ISBN 978-88-94922-26-4
    
    

     

    15,00
  • Hotel Lagoverde

    0 di 5

    «Caro lettore, questa raccolta di racconti ha una peculiarità. Puoi leggere un racconto al giorno, per conciliarti il sonno; ma se preferisci le storie lunghe sappi che i racconti dell’Hotel Lagoverde sono legati assieme da un filo che li tiene stretti l’u­no all’altro come fossero tutti parte di un’unica, più complessa, storia.»

    Gianluigi Bodi

     

     

    Caro lettore, sei mai stato all’Hotel Lagoverde?

    Non ci sono indicazioni sulle mappe, ma se l’Hotel ti è destinato sicuramente troverai il modo per arrivarci.

    Lì, in un tempo sospeso in cui tutto è possibile, ogni stanza racconta una storia: chi ritrova il desiderio, qualcuno affoga nel passato, altri rimangono intrappolati in un istante sempre uguale a sé stesso, alcuni perdono il senno, altri lo ritrovano.

    Dieci scrittori hanno prestato la loro voce agli avventori dell’Hotel Lagoverde, dando vita a una narrazione suggestiva e inquietante, conclusa e collettiva al tempo stesso, al confine di un luogo sconosciuto e delle nostre stesse paure.

    Entra pure, lettore, nelle stanze dei racconti di Gianluigi Bodi, Emanuela Canepa, Alessandro Cinquegrani, Cristò, Domenico Dara, Giulia Mazzi, Michele Orti Manara, Daniela Morano, Ivano Porpora e Paolo Zardi, sarai il benvenuto.

    15,00
  • Terrore, amore e poi ancora terrore

    0 di 5

    «È proprio vero che tutto ti tradisce, disse. Anche tu, anche

    tu, anche se non lo avrei mai immaginato, o forse sì.

    Poi, dopo un attimo di silenzio, mentre una piccola onda gli

    bagnava la schiena, chiese: perché l’hai fatto?

    L’amico si alzò, si avvicinò a riva e gli tese la mano: perché

    tutto, tutto possa tradirti ancora, disse.»

     

    Lucia ogni notte prima di andare a dormire poggia la scatola nera del suo cuore sul comodino. Il signor Dannoso, agente letterario in pensione, osserva la morte altrui dal suo letto d’ospedale e lì si imbatte nell’ultimo manoscritto che valuterà. Vida è una santa, impudica come solo gli innocenti sanno essere.

    Sono alcuni dei protagonisti di Terrore, amore, poi ancora terrore, una raccolta di sei racconti sospesi tra l’onirico e il reale, in cui si intrecciano rimandi e situazioni perturbanti in una partita aperta tra lettore e autore.

    Malesangue scava nella scrittura con uno stile inconfondibile, omaggiando e uccidendo i propri padri letterari, cimentandosi in un modo nuovo di pensare la letteratura nella continua ricerca di ciò che suscita Terrore, amore e poi ancora terrore, e che per questo merita di essere esperito.

     

    Malesangue è un’entità anonima e collettiva. Nel decennio 2009-2019 ha prodotto racconti e altri misteriosi oggetti letterari su malesangue.com.

     

    12,50
  • Le cose imperfette

    0 di 5

    Dove ho imparato quasi tutto
    quasi niente – dove, che è
    da nessuna parte – dove
    andiamo noi, la fine dell’Asse
    Mediano, là dove finisce.

     

     

    Le cose imperfette è un libro sulle persone e sulle loro storie: note o sconosciute, amici o donne e uomini mai incontrati, vivi o morti che siano. Alcuni hanno un nome, altri non ce l’hanno, tutti hanno un volto, tutti quanti fanno memoria.

    I migranti, la donna amata, gli affetti familiari, Roberto Bolaño, David Bowie, Stefano Cucchi, David Foster Wallace, Silvina Ocampo, Milo De Angelis, Michele Mari, gli altri sono le cose imperfette e ognuno di loro è un pezzo del tempo che ci rimane. È un libro fatto di asfalto e mare, di divani e sedili di treni e di molte cose sconosciute.

    Tre capitoli che si portano addosso una domanda sul futuro, un’altra sulla fortuna che abbiamo e nessuna risposta, come se la marea, nel suo ritrarsi, avesse lasciato una scia di occhi, volti, mani e parole che le poesie hanno raccolto.

     

    10,00
  • L’esemplare vicenda di Augusto Germano Poncarè

    0 di 5

    Niente funziona: non la bontà e neanche la cattiveria. Non la pervicacia e nemmeno la più convinta accidia. Quello che vi posso dire è che conviene sempre arrendersi alle proprie predisposizioni, fregandosene delle conseguenze

     

    Augusto Germano Poncarè sta morendo, sul pavimento della redazione del quotidiano salernitano “Il Cittadino” di cui è stato il direttore.

    La sua agonia è il pretesto con cui una misteriosa voce narrante ripercorre la storia della sua vita mentre lo osserva, compiaciuto, morire.

    Così si snoda, attraverso il Secolo Breve, L’esemplare vicenda di Augusto Germano Poncarè, stimato intellettuale senza esserlo davvero, individuo capace di passare indenne attraverso il Fascismo e il ’68, frequentando Croce, Moravia, Flaiano e Pasolini, in un mondo delle lettere che sembra non avvedersi dell’equivoco e sullo sfondo di una Salerno corrotta, animata da personaggi mediocri e arrivisti.

    Amleto De Silva scrive un romanzo lucido e disincantato, che con il ritratto avvincente di Poncarè ci restituisce il racconto di un’impostura come tante, tra le storture e le aberrazioni della società e l’amara sconfitta degli ideali.

    13,50
  • Il narratore di verità

    0 di 5

    “Cos’è la verità? La verità ha molte facce. È tutto e il contrario di tutto. E a volte può persino coincidere con un bugia.”

    Lucio Blumenthal svolge un lavoro inusuale: gira il mondo come narratore di verità, aiuta le persone a confessare ciò che non riescono a dire agli altri.
    Sarà il suo bizzarro mestiere a richiamarlo in Val di Brodima, dopo aver ricevuto una strana lettera nella quale suo padre Gildo, che non vede da vent’anni, gli chiede aiuto per riprendere i contatti con una donna misteriosa, Sara.
    Lucio si ritroverà coinvolto in un mondo fitto di intrighi e menzogne, che lo costringeranno ad affrontare la sua verità, celata da falsi indizi e apparenze, e a svelare segreti molto più grandi e pericolosi, che finiranno per sconvolgere l’intera valle.
    Tiziana D’Oppido esordisce con un romanzo avvincente, dotato di uno stile originale che coinvolge il lettore pagina dopo pagina, in un susseguirsi di colpi di scena, sino al pirotecnico finale.

     

    6,9913,50
  • Strategia dell’addio

    0 di 5

    “Le parole di Elena Mearini sprigionano un’energia smagliante e guerriera. La sua non è mai contemplazione del mondo: è sempre combattimento.” Raoul Montanari

    Strategia dell’addio è la storia poetica di un amore e di un abbandono raccontato in versi. La parabola di un amore infelice, dalla solitudine, all’incontro, alla crisi fino al superamento del dolore, è descritta e sviscerata attraverso brevi didascalie del quotidiano, istanti fermati e scandagliati con occhio acuto e penna affilata, capace di esercitare con precisione chirurgica la dolcezza e la crudeltà necessarie a sopravvivere. Il linguaggio di Elena Mearini e si fa di volta in volta strumento d’indagine, espressione di dolore, rassegnata tenerezza, lotta indomita contro la sofferenza, sorriso con cui guardare a un addio, in una sinfonia di sensazioni che diviene cifra di un sentire universale. Contraltare a questo canto intimo e struggente, i disegni dell’illustratrice Clara Patella, il cui tratto netto, aperto, minimale ma dotato di delicatezza e profondità, dona risalto alla scrittura poetica, aiutando il lettore a trovare la propria Strategia dell’addio.

    5,0010,00
  • Stelle Ossee

    0 di 5

    Sono senza amore, un cristiano notturno senza amore. Le stelle divorano buio. Prima o poi il buio morirà.

    Innamorati nell’Apocalisse, becchini sepolti vivi, incendiari di anime, demoni meridiani, cimiteri e atmosfere crepuscolari sono le figure e le suggestioni che animano Stelle Ossee. I racconti di Orazio Labbate evocano un territorio arcaico e ancestrale, in cui le tradizioni più tipicamente meridionali, legate al mistero e al sacro, trovano un terreno comune con la letteratura e l’immaginario d’Oltreoceano, ideando un microcosmo archetipico, atopico e peculiare al tempo stesso. Labbate conferma l’originalità di una voce ibrida e profondamente personale e la complessità del suo universo narrativo, ispirato al Southern Gothic americano e alla migliore letteratura Siciliana, dando vita a un Sud che si fa luogo letterario, in cui si fondono le suggestioni di scrittori come Flannery O’ Connor, McCarthy, Faulkner, Poe, insieme a Bufalino, Consolo, D’Arrigo, Sciascia. Diciassette racconti che trascineranno il lettore in un mondo onirico, immaginifico e suggestivo, diciassette frecce scoccate al lato oscuro che alberga in ogni essere umano.

    “Un innamorato nell’Apocalisse” è presente su Guernica / PEN Flash series, tradotto da Anne Milano Appel.

    5,0010,00
  • Il peso minimo della bellezza

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    Questo è il tuo bacio. Il tuo peso, venti chili d’amore. Il segno indelebile che vuoi lasciarle

    “Questo è il tuo bacio.  Il tuo peso, venti chili d’amore. Il segno indelebile che vuoi lasciarle.” Una madre e un figlio sono il nucleo attorno al quale ruota la narrazione del fulminante romanzo d’esordio di Azzurra de Paola, un microcosmo chiuso e autarchico in cui un giorno appare il Dottore, un uomo “perbene” e dalla singolare capacità d’amare, la cui presenza sconvolgerà per sempre i destini dei protagonisti. Grazie a una prosa poetica, dolcissima e violenta insieme, Il peso minimo della bellezza racconta, con forza straordinaria, i piccoli drammi e le enormi sofferenze di questo triangolo amoroso, rivelando al lettore i lati oscuri e taciuti della forma d’amore più pura che esista, quella tra madre e figlio.

     

    • dimensione 15X20
    • 184 pagine
    • 12 €
    • isbn 978-88- 97089-95 – 7

    6,0012,00