Phileas Fogg

Phileas_Fogg_anteprima1Narrativa straniera. I libri di questa collana cercano di raccontare le culture diverse del mondo, oppure di raccogliere le storie che in Italia non si raccontano. La scelta non sarà limitata a un’area geografica, né a uno stile particolare, è il contenuto che ci interessa. L’idea è che la collana vada a formare una sorta di guida letteraria al nuovo mondo che ci troviamo davanti.

  • Il matrimonio di Chani Kaufman

    0 di 5

    Ben scritto, impenitente, semplice e lampante

    Gerald Jacobs. Jewish Chronicle

    Un mondo claustrofobico e circoscritto emerge dalle pagine di questo primo romanzo, sorprendentemente emozionante. Eppure, ci sono anche tenerezza e compassione che emergono dai conflitti che i vari personaggi hanno nel circoscrivere il loro cammino tra le esigenze della religione, il dovere e i desideri personali. Magnifico.

    Elizabeth Buchan

    Londra, 2008. Chani e Baruch non si conoscono, ma sono in procinto di sposarsi. Baruch Levy è obbediente e religioso, studia appassionatamente la Torah rendendo la sua famiglia, di ricchi e ignoranti parvenu, orgogliosa di lui, almeno fino al giorno in cui annuncia di voler sposare la giovane ragazza che ha intravisto a un matrimonio: Chani Kaufman, appartenente a una famiglia molto religiosa ma povera. Chani, a diciannove anni, è frustrata dagli obblighi della comunità ultraortodossa, che reprime la sua curiosità e la spinge a sistemarsi con un buon partito il prima possibile. In un turbinio di dubbi, imbarazzi e ansie, la coppia inizia il percorso che conduce al matrimonio, affrontando i mikveh, i confidenti e gli amici, la riluttanza della ricca famiglia di Baruch e la rassegnata determinazione della numerosa e povera famiglia di Chani, fino al cinismo dell’organizzatrice di matrimoni. In questo microcosmo, rigido e ciarliero al tempo stesso, alla Rebbetzin, la moglie del rabbino, è affidato il consueto compito di preparare le giovani donne alla prima notte di nozze e di insegnare loro come si diventa brave spose ebree, ma questa volta Rivka dovrà affrontare la perdita della fede e la fine del proprio matrimonio. I brucianti segreti della piccola comunità ebraica iniziano così a emergere in questa storia corale delicata e divertente, dove tutti, giovani e non, sono alla ricerca di un modo di affrontare l’amore e il desiderio.

     

    • dimensione 14X22
    • 331 pagine
    • 16 €
    • isbn 978-88-97089-75-9

    7,9916,00
  • Il rifugio delle puttane

    0 di 5

    Un racconto irresistibile di morte, disperazione e ossessione… selvaggiamente e consapevolmente melodrammatico, ma scritto con una tale energia e inventività che è divertimento allo stato puro

    Sunday Times

    Oxford, 1887: mentre la Regina Vittoria celebra il cinquantesimo anno del suo regno, a poca distanza dai chiostri calmi e le guglie dei college c’è Jericho, un labirinto di strade peccaminose e taverne buie, infestato da ubriaconi, ladri e il peggior tipo di prostitute. Quando Stephen Chapman, un brillante studente di medicina, viene convinto a fare volontariato in un rifugio dedicato a riformare le donne disonorate di Oxford, il suo miglior amico Edward Frazer ha un macabro presentimento. Chi è davvero la direttrice del rifugio, la misteriosa Signora Pelham, o Diana, il cui fascino conduce alla perdizione chiunque se ne innamori? Qual è il segreto oscuro che sembra legarla alla vita di Edward, riservato teologo, e a un quadro misterioso? Il rifugio delle puttane vi immergerà in una Oxford vittoriana e decadente, autorevole e dissoluta al tempo stesso, trascinandovi tra i dedali più nascosti delle sue strade, scenario imprescindibile per descrivere la fragile e complessa amicizia tra Stephen Chapman e Edward Frazer, sempre in bilico tra ragione e sentimento, tra la capacità di comprendere gli effetti devastanti dell’innamorarsi della persona sbagliata e l’impossibilità di prevedere gli eventi tragici e violenti che ne seguiranno, o di fermare la donna che li separerà. Kathy Darby ha dato vita a un romanzo d’esordio gotico e coinvolgente in cui spicca la figura romantica e anticonvenzionale di una donna, Diana, che con il suo enigmatico carisma sconvolgerà gli equilibri e i sentimenti dei protagonisti. E dei lettori.

     

     

    8,9918,00
  • L’ultima vacanza. A memoir

    0 di 5

     

    Scott-Heron scrive che è una meraviglia… sia da lettori, sia da fan, non possiamo che piangere la scomparsa di chi è sicuramente stato la pop star meno probabile di tutti i tempi, ma con una mente veramente brillanteInsert Content

    Sunday Times

    Un libro bellissimo, ispirato e coinvolgente, come la più bella delle sue canzoni

    Alberto Castelli, Outsider

    Nel 1980 Stevie Wonder invitò Gil Scott-Heron e il suo gruppo ad accompagnarlo in un tour attraverso l’America: l’intento era quello di ideare insieme una festa nazionale in onore di Martin Luther King Jr. L’ultima vacanza è il racconto affascinante di cosa è accaduto durante il viaggio, e di come Heron si sia trovato coinvolto in un simile progetto. Cresciuto dalla nonna nel Tennessee, Scott-Heron parte dunque da umili origini per diventare poi uno dei musicisti più importanti della sua generazione: politicamente impegnato e con una forte coscienza sociale, selvaggiamente satirico ma profondamente empatico, viene definito “il padre del rap”. La morte inaspettata, nel 2011, ha determinato la scomparsa di uno degli artisti più eloquenti sulla faccia della terra: come ha avuto modo di dire Sarah Silverman, attrice e comica statunitense, “ha specchiato la bruttezza con la bellezza, l’audacia e il valore”. Autobiografia sentita e scritta meravigliosamente, L’ultima vacanza è piena di spunti sull’industria musicale, New York, il movimento per i diritti civili, l’America moderna, l’ipocrisia governativa, Stevie Wonder e il nostro posto in questo mondo. È un testamento adatto al genio generoso di Gil Scott-Heron e agli spiriti che l’hanno accompagnato.

     

    • dimensione 14X22
    • 262 pagine
    • isbn 978-88-97089-41-4

    10,0018,00
  • Sunnyside

    0 di 5

    Ancora una volta Gold dimostra di essere il romanziere più umano, più affamato e con la maggior tecnica che abbiamo

    Junot Díaz

    Instancabilmente divertente… ‘Sunnyside’ mette in mostra un’ambizione vertiginosa… Gold è un narratore prodigio

    Newsweek

    Sunnyside si apre su una fredda giornata d’inverno del 1916: una come molte altre, se non fosse che in questa il famoso attore Charlie Chaplin viene avvistato in più di ottocento posti simultaneamente. La successiva e straordinaria delusione collettiva, suscitata dalla scoperta che si tratta solo di presunte, dunque false, apparizioni, legherà per sempre il destino di tre uomini ignoti l’uno all’altro: Leland Wheeler, il figlio dell’ultima (e peggiore) star del Wild West, che scoprirà un amore inaspettato sui campi di battaglia francesi; Hugo Black, arruolato per combattere sotto il comando del generale Edmund Ironside nella spedizione senza speranza contro i bolscevichi; infine lo stesso Chaplin, che sarà alle prese con una serie di infinite complicazioni: i magnati degli studios che metteranno in dubbio il suo patriottismo, il suo cuore irrequieto e, cosa ancor più minacciosa, la propria madre. La narrazione di Glen David Gold è ricca e vasta, tanto quanto l’ambientazione e l’elenco dei personaggi sono arricchiti da una lista strabiliante di persone vere e inventate: Mary Pickford, Douglas Fairbanks, Adolph Zukor, la prima moglie bambina di Chaplin, una scout ladra, il segretario del tesoro, uno studioso di cinema innamorato, tre principesse russe, una quantità industriale di fan e perfino il famoso cane Rin Tin Tin. Leggero ma sempre intenso, coinvolgente nella trama e strabiliante nello stile, Sunnyside è un romanzo ammaliante che ci racconta i sogni, l’ambizione e l’alba dell’epoca moderna.

     

    • dimensione 14X22
    • 653 pagine
    • 22 €
    • isbn 978-88-97089-40-7

    22,00