Non fate troppi pettegolezzi. La mia dipendenza dalla scrittura (Demetrio Paolin)

Non fate troppi pettegolezzi. La mia dipendenza dalla scrittura (Demetrio Paolin)
“Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi”. È l’ultima storia scritta da Cesare Pavese su un pezzo di carta, prima di lasciare i suoi lettori, la sua vita, i suoi libri. Il saggio di Paolin parte da questo finale per raccontare un inizio. Anzi, quattro inizi. Seguendo l’auspicio di Pavese l’autore mette in cortocircuito le storie di quattro scrittori torinesi: Emilio Salgari, Franco Lucentini, Primo Levi e lo stesso Pavese che per ragioni simili ma anche differenti hanno vissuto al servizio della scrittura. Demetrio Paolin nel suo libro, come prima era accaduto nella propria esistenza, incrocia le loro opere e i luoghi dove hanno vissuto, meditato, amato le parole fino al punto di doversene liberare per regalarle agli altri, a noi. Non fate troppi pettegolezzi è una passeggiata narrativa che riflette sull’arte, sulla ricerca della propria voce e sullo scrivere senza mettere mai nessuno in cattedra ma mescolando gli sguardi agli squarci biografici, dove il racconto dell’Io si amalgama con quello di tutti noi che amiamo leggere (e scrivere). Il libro si compone di quattro saggi che si rifanno a un modo di raccontare la letteratura alternativo rispetto alla saggistica contemporanea che mette insieme appunto memorie personali, immaginazioni narrative e critica letteraria. L’ordine delle storie narrate è temporale ovvero legato all’anno in cui gli autori sono morti. Del resto come diceva un altro grande scrittore americano: scrivere significa essere pronti a morire, in un certo senso, pur di riuscire a toccare il cuore del lettore. • Non fate troppi pettegolezzi • autore: Demetrio Paolin  • 120 pagine • 10 € • febbraio 2014