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  • Un’esigenza di realtà. Anna Maria Ortese e la dipendenza dal fantastico.

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    «Il mondo deformato e ricreato attraverso la scrittura di Ortese ci appare più direttamente, più precisamente, nel suo squallore, nella sua ingiustizia, ma anche nella sua bellezza e tenerezza più vere, nel sacro nascosto del non immediatamente visibile.»

     

    Marta Barone

     

    In Corpo celeste, Anna Maria Ortese ha insistito sulla necessità di restituire al reale «il significato di appartenenza a un’altra realtà, con la quale sembrerebbe necessario, per rinnovarsi, confrontarsi

    ogni tanto». Eppure nelle sue opere la realtà viene spesso filtrata dal fantastico, aprendo squarci di possibilità improvvise su mondi nuovi.

    Matteo Moca indaga la natura di questa zona intermedia tra reale e fantastico, nella convinzione che nell’opera di Ortese questa non sia una mera scelta di campo letterario, ma un tentativo di impugnare la carica politica del fantastico, unica possibile via per illuminare il buio in cui l’uomo brancola.

    Un’esigenza di realtà ci restituisce nella sua interezza lo sguardo di Ortese, che non è mai sognante ma ben spalancato a farsi testimonianza delle brutture e delle violenze dell’epoca ferale in cui si immerge, un presente in cui gli angeli e le bestie che popolano le sue storie ci restituiscono il ritratto di «Uno scrittore-donna, una bestia che parla», tra le più grandi della nostra letteratura.

     

    • dimensione 11,5 x 19,5
    • 180 pagine
    • 13,50 euro
    • ISBN 978-88-94922-25-7
    13,50
  • Ampi Margini

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    C’erano ampi margini, confini,

    scatti da fare sul fondo, e l’erba

    tagliata male. Crossare al centro.

    Uno a saltare di testa, potevamo

    crescere, raddoppiare in difesa.

    Poi cosa è successo? Uno ha preso

    un treno, uno è saltato di testa

    o per aria.

     

    I versi di Ampi margini raccontano di Sud, di adolescenza, di affetti, di cose che non si dimenticano, di morte, di infanzia, di posti in cui era vietato sognare. Sono testi che hanno a che fare con i ritorni: come si ritorna, come si riconosce il luogo, come si fa pace con i nostri passati. Poesie che tentano qualche domanda senza trovare risposta.

    Gianni Montieri porta a termine un lavoro e un viaggio, dalla periferia di Napoli a quella di San Paolo, passando da Milano, attraversando il muro di Berlino fino all’acqua di Venezia, e nel vagone prende posto il perdono e si conversa dell’aver cura di tutto, di ciò che è stato, di ciò che abbiamo imparato, di ciò che abbiamo perduto, di chi si ama, dei giorni a venire. C’erano ampi margini, confini apre un verso e indica la strada, il confine tra dolore e felicità è sottile, come la linea di candele accese / rosario che divide la vita dalla morte.

     

    • dimensione 15×20
    • 182 pagine
    • 15 euro
    • ISBN 978-88-94922-26-4
    
    

     

    15,00
  • L’Isola dei conigli

    0 di 5

    «Finiva con la gola dolorante da tanto gridare, e non voleva confessare a sé stesso che mentre urlava e faceva smorfie grottesche qualcosa dentro di lui si liberava.»

     

    Un falso inventore alleva conigli su un’isola deserta con lo scopo di distruggere nidi di uccelli dal nome sconosciuto. Una coppia in procinto di lasciarsi vaga per un rifugio inospitale. In un hotel, una donna inizia a sognare i sogni degli avventori. A una ragazza cresce un’insolita zampa di coniglio dall’orecchio. Una madre defunta apre un profilo Facebook per comunicare con la figlia. Nella notte, una specie estinta incontra un arciduca. A Parigi iniziano a scomparire tratti di viale.

    Elvira Navarro, una delle scrittrici più acclamate del post modernismo spagnolo, ci conduce in un viaggio onirico dove niente è come sembra, tessendo undici storie inquietanti in cui la follia smargina i contorni, accoglie la paura e la racconta con una prosa esatta e tagliente.

    In questi racconti i personaggi si perdono in stanze chiuse, isolotti fangosi, labirinti mentali che rompono la normalità e avvolgono in un rumore bianco in cui è impossibile fuggire.

    La scrittura di Navarro trascina il lettore ai confini tra reale e fantastico, ponendosi sul crinale più esterno della razionalità e chiedendo al lettore di guardare a occhi aperti l’oscurità.

     

    16,50
  • L’ultima vacanza, un’autobiografia

    0 di 5

    “Il Dr. Martin Luther King aveva un sogno

    Stevie Wonder aveva un sogno

    Questo è un libro sui sogni”

     

    Questa è la storia dell’Hotter than July tour, il tour con cui nel 1980 Stevie Wonder riunì
    numerosi artisti internazionali per chiedere a gran voce che in America venisse istituito il
    Martin Luther King Day.
    Questa è la storia di come Gil Scott Heron abbia preso parte a quel tour, ma è anche la storia di
    come un ragazzino afro americano del Tennessee sia riuscito a diventare uno scrittore, un
    poeta, un musicista, il primo a inventare la spoken poetry, a tracciare il sentiero di quello che
    sarebbe diventato il rap.
    Questo è un libro in cui la storia di riscatto di un uomo si intreccia con la storia di riscatto di
    un popolo e con il movimento per i diritti civili, diventando una storia universale.
    È la storia di una rivoluzione non trasmessa in televisione.

    20,00
  • Hotel Lagoverde

    0 di 5

    «Caro lettore, questa raccolta di racconti ha una peculiarità. Puoi leggere un racconto al giorno, per conciliarti il sonno; ma se preferisci le storie lunghe sappi che i racconti dell’Hotel Lagoverde sono legati assieme da un filo che li tiene stretti l’u­no all’altro come fossero tutti parte di un’unica, più complessa, storia.»

    Gianluigi Bodi

     

     

    Caro lettore, sei mai stato all’Hotel Lagoverde?

    Non ci sono indicazioni sulle mappe, ma se l’Hotel ti è destinato sicuramente troverai il modo per arrivarci.

    Lì, in un tempo sospeso in cui tutto è possibile, ogni stanza racconta una storia: chi ritrova il desiderio, qualcuno affoga nel passato, altri rimangono intrappolati in un istante sempre uguale a sé stesso, alcuni perdono il senno, altri lo ritrovano.

    Dieci scrittori hanno prestato la loro voce agli avventori dell’Hotel Lagoverde, dando vita a una narrazione suggestiva e inquietante, conclusa e collettiva al tempo stesso, al confine di un luogo sconosciuto e delle nostre stesse paure.

    Entra pure, lettore, nelle stanze dei racconti di Gianluigi Bodi, Emanuela Canepa, Alessandro Cinquegrani, Cristò, Domenico Dara, Giulia Mazzi, Michele Orti Manara, Daniela Morano, Ivano Porpora e Paolo Zardi, sarai il benvenuto.

    15,00

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    Marta Barone

     

    In Corpo celeste, Anna Maria Ortese ha insistito sulla necessità di restituire al reale «il significato di appartenenza a un’altra realtà, con la quale sembrerebbe necessario, per rinnovarsi, confrontarsi

    ogni tanto». Eppure nelle sue opere la realtà viene spesso filtrata dal fantastico, aprendo squarci di possibilità improvvise su mondi nuovi.

    Matteo Moca indaga la natura di questa zona intermedia tra reale e fantastico, nella convinzione che nell’opera di Ortese questa non sia una mera scelta di campo letterario, ma un tentativo di impugnare la carica politica del fantastico, unica possibile via per illuminare il buio in cui l’uomo brancola.

    Un’esigenza di realtà ci restituisce nella sua interezza lo sguardo di Ortese, che non è mai sognante ma ben spalancato a farsi testimonianza delle brutture e delle violenze dell’epoca ferale in cui si immerge, un presente in cui gli angeli e le bestie che popolano le sue storie ci restituiscono il ritratto di «Uno scrittore-donna, una bestia che parla», tra le più grandi della nostra letteratura.

     

    • dimensione 11,5 x 19,5
    • 180 pagine
    • 13,50 euro
    • ISBN 978-88-94922-25-7
    13,50
  • Ampi Margini

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    C’erano ampi margini, confini,

    scatti da fare sul fondo, e l’erba

    tagliata male. Crossare al centro.

    Uno a saltare di testa, potevamo

    crescere, raddoppiare in difesa.

    Poi cosa è successo? Uno ha preso

    un treno, uno è saltato di testa

    o per aria.

     

    I versi di Ampi margini raccontano di Sud, di adolescenza, di affetti, di cose che non si dimenticano, di morte, di infanzia, di posti in cui era vietato sognare. Sono testi che hanno a che fare con i ritorni: come si ritorna, come si riconosce il luogo, come si fa pace con i nostri passati. Poesie che tentano qualche domanda senza trovare risposta.

    Gianni Montieri porta a termine un lavoro e un viaggio, dalla periferia di Napoli a quella di San Paolo, passando da Milano, attraversando il muro di Berlino fino all’acqua di Venezia, e nel vagone prende posto il perdono e si conversa dell’aver cura di tutto, di ciò che è stato, di ciò che abbiamo imparato, di ciò che abbiamo perduto, di chi si ama, dei giorni a venire. C’erano ampi margini, confini apre un verso e indica la strada, il confine tra dolore e felicità è sottile, come la linea di candele accese / rosario che divide la vita dalla morte.

     

    • dimensione 15×20
    • 182 pagine
    • 15 euro
    • ISBN 978-88-94922-26-4
    
    

     

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