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  • Stronzology. Gnoseologia della dipendenza dagli stronzi

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    Amleto de Silva conferma la sua qualità di artista del moderno

    Davide Morganti, Il Mattino
    Quel grande osservatore dei (mal) costumi umani che fu Giacomo Leopardi pensava: “Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo”. Chi è d’accordo con questo pensiero, deve leggere Stronzology. Dove si ride, si stringono i denti, si arriccia il naso ma di certo si impara qualcosa. Una sorta di guida autostoppistica (italiana) per riconoscere i tuoi s… (non santi).
    Leggendo Stronzology. Gnoseologia della dipendenza dagli stronzi di Amleto de Silva, capirete
    che lo stronzo non è un alieno che arriva e usa violenza all’improvviso. Non è una persona intraprendente: lo stronzo è per sua natura pavido. Per riuscire a fottervi, ha bisogno di entrare in confidenza. Ma, e qui viene il bello, anche in questo caso, l’infame non vi affronterà a viso aperto. In questo geniale pamphlet, de Silva sostiene un argomento che interessa tutti noi: perché nel lavoro,
    nella vita, in amore, perfino dal salumiere ci fidiamo degli stronzi? Perché non li (ri)conosciamo.
    Probabilmente. E anche perché sono ovunque. Stronzology vi farà ridere, certo. Ma solo per non farvi ammettere (almeno fino a quando non lo avrete smesso di leggere) che: stronzo è chi lo stronzo fa. Il fatto che l’autore non riduca il suo pensiero a un mero sfogo “contro il sistema”, ma che al contrario motivi in modo oggettivo, da entomologo dello stronzo, dove come e perché siamo circondati da questa categoria di persone, oggi più che mai, rende la lettura un’esperienza personale. Della serie: è facile smettere di dipendere dallo stronzo se sai come farlo.
    Un ultimo chiarimento. Resta beninteso che ogni volta che leggete “stronzo”, tenete presente che è declinato al maschile solo per conformità stilistica. In Stronzology sono comprese anche le donne. E sono tante.
    • dimensione 11,5X19,5
    • 150 pagine
    • 10 €
    • isbn 978-88-97089-80-3
    10,00
  • Mia figlia spiegata a mia figlia. La mia dipendenza da… mia figlia!

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    Il “coming out” di Dario De Marco diventa così un mini saggio antropologico o di costume, sotto cui si celano alcuni suggerimenti educativi che lungi dal diventare teorie, contrastano tuttavia con comportamenti dati per scontati

    Giovanna Pezzuoli, Corriere della Sera.it, “La 27ora”

    Cosa vuol dire essere dipendenti dalla propria figlia? Vuol dire essere contenti se nel cuore della notte la bambina chiama e per una volta non chiama la mamma ma il papà; vuol dire concentrare tutta la vita di “prima” – lavoro, hobby, relazioni sociali – nelle poche ore di asilo, e trovarsi inaspettatamente senza sapere cosa fare se, ad esempio, una sera lei è andata a dormire dalla nonna. Vuol dire credere che non ci siano distanze, differenze e ruoli e che, se ogni scarrafone è bello a mamma sua, lo stesso vale per il papà. Ma attenzione: questo non è il diario di un papà precario, o di un casalingo disperato, o di un mammo. Mia figlia spiegata a mia figlia di Dario De Marco è il racconto di una dipendenza fortuita – la fine del lavoro proprio in contemporanea con la nascita della sua bambina – che si basa su profonde convinzioni etiche: la parità dei diritti e doveri uomo-donna, e quindi papà-mamma; la considerazione dei bambini piccoli come esseri viventi e soggetti in tutto e per tutto, non come degli uomini con qualcosa in meno, degli adulti potenziali. Un libretto ironico che mette indirettamente alla berlina le pretese dei genitori, e in generale degli adulti, di imporre un sapere dall’alto.

     

    • dimensione 11,5X19,5
    • 195 pagine
    • 10 €
    • isbn 978-88-97089-79-7

    3,9910,00
  • Non fate troppi pettegolezzi. La mia dipendenza dalla scrittura

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    Un viaggio nelle officine della parola

    Bruno Quaranta, la Stampa

    “Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi”. È l’ultima storia scritta da Cesare Pavese su un pezzo di carta, prima di lasciare i suoi lettori, la sua vita, i suoi libri. Il saggio di Paolin parte da questo finale per raccontare un inizio. Anzi, quattro inizi. Seguendo l’auspicio di Pavese l’autore mette in cortocircuito le storie di quattro scrittori torinesi: Emilio Salgari, Franco Lucentini, Primo Levi e lo stesso Pavese che per ragioni simili ma anche differenti hanno vissuto al servizio della scrittura. Demetrio Paolin nel suo libro, come prima era accaduto nella propria esistenza, incrocia le loro opere e i luoghi dove hanno vissuto, meditato, amato le parole fino al punto di doversene liberare per regalarle agli altri, a noi. Non fate troppi pettegolezzi è una passeggiata narrativa che riflette sull’arte, sulla ricerca della propria voce e sullo scrivere senza mettere mai nessuno in cattedra ma mescolando gli sguardi agli squarci biografici, dove il racconto dell’Io si amalgama con quello di tutti noi che amiamo leggere (e scrivere). Il libro si compone di quattro saggi che si rifanno a un modo di raccontare la letteratura alternativo rispetto alla saggistica contemporanea che mette insieme appunto memorie personali, immaginazioni narrative e critica letteraria. L’ordine delle storie narrate è temporale ovvero legato all’anno in cui gli autori sono morti. Del resto come diceva un altro grande scrittore americano: scrivere significa essere pronti a morire, in un certo senso, pur di riuscire a toccare il cuore del lettore.

     

    • dimensione 11,5X19,5
    • 120 pagine
    • 10 €
    • isbn 978-88-97089-78-0

    3,9910,00
  • L’odore della plastica bruciata

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    Giovanni Battista Menzani è il George Saunders nostrano

    Giuseppe De Marco Giudizio universale

     

    Un’immensa periferia globale e stereotipata, fatta di svincoli autostradali e capannoni prefabbricati, outlet di cartapesta e cartelloni pubblicitari. Un panorama desolante e spietato, popolato da persone disilluse e incattivite, apparentemente senza prospettive in un contesto sociale degradato e sfilacciato, caratterizzato dalla precarietà e da una pesante crisi economica. In un luogo anonimo e omologante. Quello di Giovanni Battista Menzani è un esordio narrativo potente in cui l’autore, con humour spietato e preveggente, racconta le sorti del nostro tempo con una cifra stilistica disincantata, mai cinica o crudele, ma dotata di grande sensibilità e carica umana. L’odore della plastica bruciata è una raccolta di tredici racconti surreali e grotteschi, piccoli frammenti di una vicenda umana più ampia, assurda e commovente. Un mondo che è il nostro e allo stesso tempo è altro. Un mondo all’eccesso, in cui cose che conosciamo crescono enormemente e giganteggiano, accettate dai personaggi come normali, senza ribellioni o fughe. Perché il loro è un mondo gigante, invisibile, che sta dentro il nostro.

     

    • dimensione 14X22
    • 170 pagine
    • 12€
    • isbn 978-88-97089-76-6

    4,9912,00
  • Mia moglie e io

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    Uno dei testi letterari più belli degli ultimi mesi

    Giorgio Vasta RCult Repubblica

    Un esordio potentissimo e atteso da molti noti scrittori della narrativa italiana contemporanea. Con il passo di una ballata, Mia moglie e io mette in scena un protagonista che fa i salti mortali affinché la mancanza di lavoro, e dunque di realizzazione personale, non lo annienti del tutto. Seguendo il ritmo di un montaggio alternato, il protagonista si inventa un mestiere e, con la moglie, mette in scena atti efferati. I due interpretano cadaveri, immaginando le loro storie, e girano cortometraggi che sperano possano dare loro, un giorno, una parossistica notorietà. A questa narrazione si unisce quella dei lavori che il protagonista svolge a tempo determinato: le esperienze da manovale, da commesso libraio e da orientatore. Lavori esercitati con sovrumano impegno e ossessiva epicità. La ballata incede con un registro umoristico: humor nero che informa e deforma. La danza si svolge tra il protagonista e la propria sconfitta, la depressione, che assume di volta in volta sembianze diverse fino a mostrare la sua vera identità ovvero quella di una donna con la quale il protagonista instaura un rapporto sensuale e perverso, di repulsione e attrazione. Il controcanto di una tale esistenziale lotta per la sopravvivenza è la dolcissima storia d’amore con la moglie del protagonista: la sua anima complementare. Speculativo lui, pragmatica lei; astrattamente furioso l’eroe, altrettanto dialogante l’amata: pur essendo precaria, insegnante di scuola media, dimostra al marito la possibilità di salvezza.

     

    • dimensione 14X22
    • 236 pagine
    • 15€
    • isbn 978-88-97089-77-3

    5,9915,00
  • Tutto è monnezza. La mia dipendenza dai rifiuti

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    Tra citazioni di Jared Diamond e l’idea che l’uomo rappresenti una sorta di «lombrico esagerato» e tuttavia pensante, l’autore ci conduce lungo la filiera dell’acqua, racconta i 22 modi esistenti per riciclare i rifiuti e gli 839 nomi in circolazione per classificarli, si interroga sulla modalità migliore di costruire i regimi di ecotassazione e constata la quasi incommensurabilità dei sistemi di raccolta differenziata (con o senza inclusione di compostaggio) da regione a regione

    Massimiliano Panarari Tuttogreen, la Stampa

    Sapete che esistono 839 nomi per catalogare i rifiuti? Siete convinti di conoscere tutti i possibili accorgimenti per una vita realmente ecosostenibile? A queste e ad altre domande risponde il brillante saggio di Antonio Castagna, che per i rifiuti nutre una vera e propria dipendenza. Tutto è monnezza ci conduce, sorridendo, in giro per l’Italia alla scoperta dei ventidue modi di intendere il riciclo nel nostro Paese. Una guida, alternativa e divertente, ma soprattutto utile a chi voglia ri-costruire il proprio catalogo affettivo di azioni ecocompatibili con la ricerca del vero sé.

     

    • dimensione 11,5X19,5
    • 146 pagine
    • 10 €
    • isbn 978-88-97089-74-2

    3,9910,00
  • L’ultima vacanza. A memoir

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    Scott-Heron scrive che è una meraviglia… sia da lettori, sia da fan, non possiamo che piangere la scomparsa di chi è sicuramente stato la pop star meno probabile di tutti i tempi, ma con una mente veramente brillanteInsert Content

    Sunday Times

    Un libro bellissimo, ispirato e coinvolgente, come la più bella delle sue canzoni

    Alberto Castelli, Outsider

    Nel 1980 Stevie Wonder invitò Gil Scott-Heron e il suo gruppo ad accompagnarlo in un tour attraverso l’America: l’intento era quello di ideare insieme una festa nazionale in onore di Martin Luther King Jr. L’ultima vacanza è il racconto affascinante di cosa è accaduto durante il viaggio, e di come Heron si sia trovato coinvolto in un simile progetto. Cresciuto dalla nonna nel Tennessee, Scott-Heron parte dunque da umili origini per diventare poi uno dei musicisti più importanti della sua generazione: politicamente impegnato e con una forte coscienza sociale, selvaggiamente satirico ma profondamente empatico, viene definito “il padre del rap”. La morte inaspettata, nel 2011, ha determinato la scomparsa di uno degli artisti più eloquenti sulla faccia della terra: come ha avuto modo di dire Sarah Silverman, attrice e comica statunitense, “ha specchiato la bruttezza con la bellezza, l’audacia e il valore”. Autobiografia sentita e scritta meravigliosamente, L’ultima vacanza è piena di spunti sull’industria musicale, New York, il movimento per i diritti civili, l’America moderna, l’ipocrisia governativa, Stevie Wonder e il nostro posto in questo mondo. È un testamento adatto al genio generoso di Gil Scott-Heron e agli spiriti che l’hanno accompagnato.

     

    • dimensione 14X22
    • 262 pagine
    • isbn 978-88-97089-41-4

    10,0018,00
  • Volare sott’acqua. Racconti per chi non ha tempo di leggere

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    Fabio ha l’invidiabile caratteristica di saper scrivere storie malinconiche con grande ironia, alternando commozione e comicità con uno stile tutto suo

    Matteo B. Bianchi

    Volare sott’acqua è una raccolta di racconti tragicomici, pungenti, imprevedibili: storie che raccontano brevi e brevissimi scorci di vita quotidiana come fulmini a ciel sereno. L’eccezionalità (dell’amore, della vita, dei sentimenti privati) diventa la regola. I personaggi si ritrovano in situazioni diverse (l’inizio e la fine di un amore, un incontro casuale, stress lavorativi, litigi di famiglia) che la rapidità della scrittura di Lubrano cattura con un tono sempre garbato. La vita è difficile, ma basta poco per renderla più leggera, basta l’amore: “Qual è l’emozione più pura che hai provato?” gli chiese lei, un pomeriggio. Gianni non era sicuro di aver capito bene il senso della domanda. “Per pura intendo un’emozione libera da qualsiasi altro sentimento”, spiegò Silvia, “un’emozione che non nasce da un’aspettativa in qualcosa, che non pareggia la frustrazione, non è contaminata dalla passione, dalla rivalsa e così via.” Lì per lì non seppe cosa rispondere. Gli venivano in mente tanti episodi, ma nemmeno uno che fosse privo di sentimenti accessori. Poi visualizzò l’immagine di una piccola giacca a vento azzurra. “È successo qualche anno fa”, raccontò Gianni, “nevicava. Probabilmente era perché nevicava che…”, e finalmente confessò: “Vedi, sono sempre stato un pinguino in tutte le mie vite precedenti.” Lubrano mette insieme le cose più diverse. Come un quadro di De Chirico. Una scrittura metafisica che gioca con i paradossi dell’esistenza. La ferocia malinconica con cui, in poche battute, inchioda il mondo è tipica degli autori pronti a schierarsi dalla parte del paradosso (e dell’ironia) prima che dalla parte della cosiddetta realtà (e della tragedia).

     

    • dimensione 14X22
    • 128 pagine
    • 12€
    • isbn 978-88-97089-37-7

    4,9912,00
  • Cosa intendi per domenica? La mia (in)dipendenza dal lavoro

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    In un libro agile, ficcante e provocatorio, Bencivelli porta il lettore a riflettere su una questione attualissima e intessuta di pregiudizi e luoghi comuni, tramite l’utilizzo di una prosa tagliente e un’ironia sarcasticat

    Cosa intendi per domenica? racconta il mondo del lavoro dal punto di vista di una precaria “orgogliosa”: free lance, indipendente e a partita Iva. Laureata in Medicina all’Università di Pisa, Silvia Bencivelli decide di intraprendere un percorso diverso da quello prefissato diventando giornalista scientifica, occupandosi di progetti che paiono arrivare con il contagocce, alle prese con contratti sempre a termine. Nonostante ciò il suo atteggiamento nei confronti di una scelta rivelatasi tanto complicata si discosta dalla solita rassegnazione, proponendo uno sguardo insolito: quello di chi è felice perché esercita il mestiere cercato e voluto. Le ingiustizie, gli squilibri e le difficoltà quotidiane vengono così affrontate grazie ad uno spirito del tutto nuovo: rimane il dubbio, quindi, che il nostro problema sia quello di una narrazione del lavoro che non ci appartiene, e che sia dunque necessario un cambiamento per capire come vivere serenamente queste nuove modalità contrattuali. In un libro agile, ficcante e provocatorio, Silvia Bencivelli porta il lettore a riflettere su una questione attualissima e intessuta di pregiudizi e luoghi comuni, tramite l’utilizzo di una prosa tagliente e un senso dell’umorismo secco e sarcastico. Per invitarci a riflettere sul fatto che, in fondo, potrebbe essere persino bello non avere un posto fisso.

     

    • dimensione 11,5X19,5
    • 126 pagine
    • 10 €
    • isbn 978-88-97089-39-1

    3,9910,00
  • Sunnyside

    0 di 5

    Ancora una volta Gold dimostra di essere il romanziere più umano, più affamato e con la maggior tecnica che abbiamo

    Junot Díaz

    Instancabilmente divertente… ‘Sunnyside’ mette in mostra un’ambizione vertiginosa… Gold è un narratore prodigio

    Newsweek

    Sunnyside si apre su una fredda giornata d’inverno del 1916: una come molte altre, se non fosse che in questa il famoso attore Charlie Chaplin viene avvistato in più di ottocento posti simultaneamente. La successiva e straordinaria delusione collettiva, suscitata dalla scoperta che si tratta solo di presunte, dunque false, apparizioni, legherà per sempre il destino di tre uomini ignoti l’uno all’altro: Leland Wheeler, il figlio dell’ultima (e peggiore) star del Wild West, che scoprirà un amore inaspettato sui campi di battaglia francesi; Hugo Black, arruolato per combattere sotto il comando del generale Edmund Ironside nella spedizione senza speranza contro i bolscevichi; infine lo stesso Chaplin, che sarà alle prese con una serie di infinite complicazioni: i magnati degli studios che metteranno in dubbio il suo patriottismo, il suo cuore irrequieto e, cosa ancor più minacciosa, la propria madre. La narrazione di Glen David Gold è ricca e vasta, tanto quanto l’ambientazione e l’elenco dei personaggi sono arricchiti da una lista strabiliante di persone vere e inventate: Mary Pickford, Douglas Fairbanks, Adolph Zukor, la prima moglie bambina di Chaplin, una scout ladra, il segretario del tesoro, uno studioso di cinema innamorato, tre principesse russe, una quantità industriale di fan e perfino il famoso cane Rin Tin Tin. Leggero ma sempre intenso, coinvolgente nella trama e strabiliante nello stile, Sunnyside è un romanzo ammaliante che ci racconta i sogni, l’ambizione e l’alba dell’epoca moderna.

     

    • dimensione 14X22
    • 653 pagine
    • 22,00 €
    • isbn 978-88-97089-40-7

    22,00
  • Sale

    Il metodo della bomba atomica

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    Un romanzo dove il mistero, l’amore, si intrecciano in modo morboso e ossessivo fino a un epilogo che sembra sorprendere gli stessi protagonisti della storia, oltre che ai lettori

    Sull’amore tutti si chiedono come funziona, da cosa dipende, qual è il suo gruppo sanguigno, quando inizia e per quanto tempo dura. Nessuno lo sa. Ma tutti hanno qualcosa da dire o da tacere in proposito, esprimendo un desiderio o raccontando la propria storia. Come fa Noemi Cuffia ne Il metodo della bomba atomica, atteso romanzo d’esordio di questa ragazza torinese che da semplice blogger è diventata un punto di riferimento tra i nativi digitali e gli appassionati della scrittura e della lettura in Rete. Quella che Noemi racconta è una passione amorosa che stravolge la vita di Celeste, Leone e Umberto. Non è il classico triangolo amoroso. È una sorta di doppia spirale in cui la passione nutre e distrugge l’amore e viceversa. Celeste e Leone sono una coppia destinata a stare insieme sin dai tempi dell’infanzia: “Vivendo nello stesso quartiere, si sarebbero frequentati alle elementari, alle medie, alle superiori, rincorrendosi di due anni, amandosi come fratelli, come amici, come fidanzati in un passaggio che era parso a tutti inevitabile. Il primo bacio non aveva sorpreso nessuno, durante una vendemmia in campagna, nel settembre del 1994, verso il tramonto, dopo essersi tenuti per mano tutto il giorno. Era stato un bacio naturale, simile a mangiare acini di uva”. Ma quando i due, ormai compagni di una vita, assistono al ritrovamento del cadavere di un uomo dalla profondità del lago artificiale emergono vecchi dolori e misteri di cui Celeste pensava di essersi liberata.

     

    • dimensione 14X22
    • 152 pagine
    • 15 €
    • isbn 978-88-97089-38-4

    5,9915,00 5,9910,50
  • Civico 16

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    Esiste un tempo per scappare nel posto dove vivere sul serio? Sì, ma solo quando si comprende qual è. Succede una sera per caso, a un ragazzo che scopre cose di sé  con l’aiuto di un vecchio dentro una città, Torino, vista da un punto che mai si sarebbe aspettato così perfetto.

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